di Mario Picconi
Una “emozione”, per quanto fisiologica e importante, se perdura nel tempo e non si trasforma in un sentimento produttivo, cioè in una energia positiva, va a indebolire il sistema energetico del corpo; in altre parole, una debolezza in forma latente può divenire manifesta in quanto subisce la mancanza del supporto energetico primario fornito dall’energia del rene.
Noi tutti soffriamo più o meno di una sensazione cronica di ansia, inerente a condizioni costituzionali e a fattori ambientali, questa sensazione è in fase embrionale alla base della tendenza a sviluppare la paura, che è una delle sette emozioni considerate nella MTC. Bisogna tenere in considerazione che quando si parla di paura, usiamo un termine spesso improprio per descrivere varie modalità di espressione di fenomeni ansiosi a vario stadio, altre volte invece le persone sanno riferire la propria paura ad eventi traumatici che hanno generato uno “spavento” tale da imprimere una determinata reazione comportamentale all’evento in questione. È comunque vero che in casi di estremo spavento la reazione è determinata dallo stato dell’equilibrio generale della persona in quel determinato momento, e dalla tendenza generale ad affrontare problemi imprevisti; una persona con un buon jing del rene, un buono stato del sangue del cuore, e con uno Hun del fegato potente….non si spaventa tanto facilmente e comunque tende ad avere delle reazioni positive ed energiche alla paura.
Un aspetto spesso trascurato nell’affrontare l’argomento “paura” è il suo opposto, ovvero la mancanza di paura, cioè la mancanza della capacità di provare paura o ansia, in determinate circostanze. Questa condizione è significativa di un probabile deficit energetico e funzionale che non permette di attivare quei meccanismi di reazione allo stress che fanno parte delle normali reazioni fisiologiche dell’uomo.
Da bambino, quando iniziai a praticare arti marziali, dissi ad uno dei miei insegnanti che volevo imparare bene a difendermi e diventare più sicuro di me e che non volevo avere più paura di niente, molto saggiamente, devo dire, che mi fu risposto che la paura è importante, è un meccanismo di difesa che serve all’uomo per restare vivo; l’importante, mi fu spiegato è la “qualità” della paura; data la mia giovanissima età non capii bene il contenuto della risposta. Molto più tardi quando affrontai lo studio della fisiologia medica all’università scoprii il vero significato di quelle parole, il sistema nervoso autonomo ha la capacità di gestire automaticamente le cosiddette “reazioni di difesa o fuga”, che sono dei comportamenti innati nel genere animale, e che questi sistemi entrano in funzione secondo delle modalità ben precise realizzando delle risposte dell’organismo in relazioni a stimoli di pericolo di varia entità. La reazione di difesa è quella che prepara alla lotta per la sopravvivenza e permette a chiunque di esprimere, in circostanze particolari, risposte fisiche e psichiche di inaspettata intensità; la reazione di fuga, al contrario fa chiudere l’individuo al contatto con l’ambiente esterno, sia emotivamente che fisicamente, ed anch’essa è una reazione che si può esprimere con diversa intensità, basti pensare alla possibilità di “morire di paura”, una condizione così estrema da provocare un infarto.
In MTC gli organi interni partecipano al metabolismo delle cinque sostanze fondamentali, e partecipano a vario livello nello svolgimento di funzioni complesse che li rendono interdipendenti fra loro; in relazione alle emozioni forniscono l’energia necessaria affinché queste fluiscano in modo armonico
L’insieme degli aspetti emozionali fanno riferimento allo shen, che è una di queste sostanze fondamentali, inoltre lo shen il jing e il qi, sono detti “i tre tesori” ad indicare la stretta relazione fra questi diversi aspetti del qi, lo shen trae le sue basi e il suo nutrimento dal jing innato immagazzinato nei reni e dal jing acquisito prodotto dai polmoni, stomaco e milza. Se il jing e il qi sono fiorenti, lo shen sarà equilibrato, se invece sono esauriti, lo shen ne soffrirà. Viceversa, se lo shen è disturbato, infelice, ansioso, depresso o instabile, il qi e il jing ne saranno influenzati negativamente. Le emozioni diventano causa di malattia solo quando sono eccessive o si protraggono per lungo tempo e tendono a colpire un determinato organo che è in risonanza con quel tipo di energia mentale, attraverso una perturbazione del qi e dello xue.
Secondo la tradizione della MTC si dice che la paura colpisce i reni, ma come ogni altra emozione negativa agisce indirettamente anche sul cuore (“ le sette emozioni danneggiano i cinque organi yin selettivamente, ma tutte colpiscono il cuore”).
La prima conseguenza dello stress emozionale sul corpo è quella di colpire la circolazione e la direzione del qi, in particolare la paura lo fa affondare. Tuttavia l’effetto della paura sul qi dipende anche dallo stato del cuore. Se il cuore è forte farà discendere il qi, ma se è debole, causerà una risalita del qi sottoforma di calore-vuoto con sintomi quali palpitazioni, insonnia, sudorazione notturna, bocca secca, viso rosso e polso rapido. Esiste anche la facilità che ha una persona nel provare paura, che è un vuoto di sangue del fegato ( legato alla mancanza di risolutezza).
Gli attacchi di panico, sono delle reazioni incontrollate nella circolazione del qi, e vengono considerati in funzione della modalità della loro manifestazioni in termini di movimento del qi, nella mia esperienza li trovo spesso relativi a manifestazioni di calore vuoto, in quanto non sono associati a situazioni di reale pericolo (vuoto) ma si manifestano sottoforma di agitazione motoria (calore); questo rientra anche nella progressione energetica della paura, che facendo affondare il qi del rene crea nel tempo un disequilibrio nell’asse rene-cuore (acqua-fuoco).
Gli interventi terapeutici sono distinti sulla base del quadro energetico generale del paziente. Passo ad elencare una serie di quadri, con i corrispondenti punti, aspetto che odio alquanto, perché è sbagliato inquadrare rigidamente una persona e perché ogni terapeuta usa i punti in modo più congeniale alla sua tecnica e anche, mi auguro, sulla base di un preciso esame del paziente; comunque partire dall’analisi di un quadro è sempre uno spunto di lavoro interessante:
Quadri da vuoto, ad esempio:
• deficit di sangue o di yin di cuore: leggera ansia, insonnia e palpitazioni. Nel vuoto di yin peggiorano i sintomi notturni, talvolta anche con sudorazione notturna.
o BL-15, shu del dorso del cuore
o BL-44, tonifica il cuore e calma lo shen
o CV-14, mu del cuore
o HT-7, calma lo shen
o PC-7, calma lo shen
o CV-4, nutre il sangue e calma lo shen
o ST-36, nutre il sangue
o SP-6, nutre il sangue e calma lo shen
• deficit di sangue o di yin di fegato: ansia, tendenza depressiva, apprensione, ipoattivtà motoria, insonnia. Nel vuoto di yin paura latente che possa accadere qualcosa di inaspettato.
o I punti come sopra che nutrono il sangue, inoltre:
o LR-8, nutre lo yin del fegato
o SP-6, nutre lo yin e rafforza il fegato, milza e reni
o KI-3, nutre lo yin del rene (madre dello yin del fegato)
o CV-4, nutre lo yin del rene, calma lo shen e rafforza lo hun
o GV-24, GB-13, calmano lo shen e le disarmonie del fegato
o BL-18, BL-47, radicano lo hun
• deficit di yin di rene: ansia notturna, mancanza di forza di volontà.
o KI-3, KI-6,, nutrono lo yin del rene
o CV4, nutre lo yin del rene e calma lo shen
o Bl-23, rafforza il rene
o Bl-52, rafforza lo zhi
o HT-6, purifica il calore-vuoto del cuore
o PC7, CV-15, calmano lo shen
Quadri da pieno, ad esempio:
• fuoco di cuore: grave ansia, palpitazioni, punta della lingua rossa.
o HT-8, purifica il fuoco del cuore e calma lo shen
o HT-7, PC-7, CV-15, calmano lo shen
o SP-6, nutre lo yin e rafforza il fegato, milza e reni
o GB-15, purifica il calore e calma lo shen, equilibra l’umore quando varia in modo violento
• stasi di sangue di cuore: grave ansia, palpitazioni, segni di stasi di sangue tipo lingua violacea.
o PC-6, dinamizza il sangue del cuore, apre il petto e calma lo shen
o CV-14, mu del cuore, mobilizza il sangue del cuore e calma lo shen
o BL-14, BL-15, mobilizzano il sangue e calmano lo shen
o CV-17, dinamizza il qi del petto (e di conseguenza lo shen), per muovere il sangue bisogna muovere il qi!
o HT-7, calma lo shen
o SP-6, mobilizza il sangue e calma lo shen
o BL-17, punto Hui del sangue, muove il sangue
o BL-44, purifica il calore e calma lo shen
• stasi di qi di fegato: grave ansia, liberazione di calore vuoto con irritabilità e scatti di ira, disturbi digestivi di vario tipo.
o LR-3, mobilizza il qi del fegato
o LR-14, Mu del fegato, mobilizza il qi del fegato
o PC-6, solleva l’umore
o PC-7, calma lo shen nei casi di grave irrequietezza
o TB-6, dinamizza il qi del fegato
o CV-24, GB-13, calmano fortemente lo shen in qualsiasi sindrome del fegato
Oppure combinati fra loro tipo:
• deficit di rene e cuore con calore vuoto: ansia, paura, panico, sintomatologia che peggiora la sera se c’è un deficit dello yin, palpitazioni, capogiri, acufeni.
o HT-7, HT-6, PC-7, calmano lo shen
o YINTANG, CV-15, GV-19, calmano lo shen
o KI-3, nutre i reni
o KI-6, nutre lo yin del rene, stimola i liquidi e favorisce il sonno
o KI-10, nutre lo yin del rene
o KI-9, tonifica i reni, calma lo shen, apre il petto
o CV-4, nutre lo yin del rene, radica lo shen
o SP-6, nutre lo yin, calma lo shen, favorisce il sonno
Questi quadri sono solo indicativi ma permettono di orientare la terapia sui punti di lavoro fondamentali, che sono rene, cuore e fegato, e comunque il lavoro principale è rivolto al qi, allo shen, e al sangue.
Inoltre nella mia personale esperienza ho trovato molta soddisfazione nel trattamento di questi disturbi con l’auricoloterapia, utilizzando semplicemente punti come shenmen, fegato, cuore e rene in combinazione fra loro e integrando la terapia in relazione alla localizzazione di aree sensibili sul padiglione auricolare relative al sistema nervoso autonomo. Cosa questa che può essere fatta agilmente anche con una penna da cromopuntura.
Bibliografia:
Maciocia G., “la clinica in medicina cinese”, casa editrice ambrosiana, 1995
Maciocia G., “la diagnosi in medicina cinese”, casa editrice ambrosiana, 2005
Rossi E., “shen”, casa editrice ambrosiana, 2002
di Stanislao C. “le metafore del corpo”, casa editrice ambrosiana, 2002